In arrivo i Roero Days 2024!

E’ in arrivo la nuova edizione dei Roero Days, un’occasione davvero eccezionale per festeggiare i primi 10 anni del Consorzio Tutela Roero degustando i grandi vini del territorio. Il decennale è particolarmente significativo poiché coincide anche con i 10 anni dal riconoscimento del territorio roerino come Patrimonio UNESCO per la bellezza dei paesaggi vitivinicoli e con i 20 anni dal conseguimento della certificazione Docg.

“ROERO” in sintesi racchiude un’associazione giovane e forte di produttori e viticoltori, un territorio patrimonio mondiale Unesco e una Docg che contraddistingue grandi vini bianchi e rossi. Tutto questo e tanto altro da scoprire ai Roero Days 2024.

 

COSA SONO I ROERO DAYS

Roero Days è un evento annuale itinerante che promuove il territorio del Roero e il suo patrimonio vinicolo.

Offre degustazioni aperte al pubblico e ai professionisti, seminari di approfondimento, banchi d’assaggio, mostre e conferenze sul territorio.

Nato nel 2016, è divenuto un appuntamento atteso per i professionisti del settore, la stampa e gli appassionati, poiché rappresenta un’occasione straordinaria per apprezzare i vini di un angolo incantato del Piemonte entrando in contatto diretto con i produttori.

📽️  Ma ci racconta meglio cosa sono i Roero Days il presidente uscente del Consorzio  Francesco Monchiero nell’intervista realizzata in occasione dell’edizione 2023 nella splendida Villa Miani a Roma. Segui il link per vederla!  ⇒  Cosa sono i Roero Days

 

L’EVENTO ROERO DAYS 2024 – LUNEDÌ 3 GIUGNO 2024 A MILANO

 

L’evento itinerante quest’anno si sposta a Milano, la città italiana di respiro più internazionale. L’appuntamento è per lunedì 3 giugno, nella centralissima sede di Palazzo Giureconsulti, in piazza Mercanti, a pochi passi dal Duomo. 

Oltre 60 produttori di Roero Docg si daranno appuntamento per presentare al pubblico di operatori e appassionati le migliori espressioni vinicole roerine: Una giornata di assaggi e due laboratori di degustazione durante i quali verranno proposte due verticali di Roero Bianco e Roero Rosso in un viaggio tra vecchie e nuove annate.

Inoltre 2 importanti appuntamenti: la presentazione delle Nuove Etichette Istituzionali e la presentazione del volume “Roero, terra del Nebbiolo e dell’Arneis”, edizione DeAgostini

 

Nel dettaglio il programma del 3 giugno prevede:

  • Ore 11:00 – 19:00: Apertura dei banchi d’assaggio nelle eleganti sale dello storico Palazzo dei Giureconsulti in cui sarà possibile degustare oltre 500 Roero Docg, tra bianchi, spumanti e rossi;
  • Ore 12:00 Inaugurazione della mostra dedicata alle proposte per le nuove Etichette istituzionali del Consorzio e premiazione degli artisti vincitori nella bellissima Sala Colonne, con la premiazione ufficiale del vincitore Bruno Casetta. Le bottiglie vestite con la nuova immagine istituzionale insieme alle opere di Bruno Casetta e dei finalisti, saranno esposte per la prima volta.
  • Ore 14:00: Doppia verticale guidata di Roero Bianco e Roero Rosso nella Sala Esposizioni, il primo di due laboratori di degustazione co-condotto da Adua Villa e Paolo Zaccaria durante il quale verranno proposte due verticali in un viaggio tra vecchie e nuove annate;
  • Ore 15:30: Presentazione del volume “Roero, terra del Nebbiolo e dell’Arneis”, DeAgostini, un convegno sul territorio roerino moderato da Luciano Ferraro, vice direttore del Corriere della Sera, nella sala del Parlamentino, uno degli spazi più affascinanti dello storico edificio con emiciclo di banchi originali e il settecentesco soffitto affrescato dal Bossi;
  • Ore 17:00: Doppia verticale guidata di Roero Bianco e Roero Rosso nella Sala Esposizioni, il secondo dei due laboratori di degustazione co-condotto da Daniele Cernilli e Chiara Giannotti, durante il quale verranno proposte due verticali in un viaggio tra vecchie e nuove annate.

 

Le Nuove Etichette Istituzionali: 

Le nuove etichette istituzionali rappresenteranno tutti i produttori del Roero negli eventi ufficiali in Italia e all’estero in cui il Consorzio Tutela Roero sarà coinvolto.

A tal fine il Consorzio, in collaborazione con ArtàPorter, ha indetto a fine 2023 un contest creativo “Born to be a Wine” a cui hanno partecipato oltre 30 artisti e designer provenienti da tutta Italia chiamati a ideare la nuova immagine istituzionale delle 5 tipologie in cui è declinata la Docg: Roero Bianco, Roero Bianco Riserva, Roero Spumante, Roero Rosso, Roero Rosso Riserva.

Bruno Casetta, classe ’59, torinese formatosi artisticamente a Parigi, è stato proclamato vincitore all’unanimità dalla giuria. Casetta ha scelto i filari delle vigne roerine come soggetto della sua proposta, elaborati con particolare forza cromatica per evocare l’energia e la complessità che accomunano i vini e la terra da cui nascono e prendono il nome, e allo stesso tempo per trasmettere il carattere versatile e di grande piacevolezza che caratterizzano i vini di questo territorio.

 

Il nuovo volume De Agostini “il Roero, terra del Nebbiolo e dell’Arneis”

Il volume, a cura di Laura Pacelli – scrittrice, giornalista e fotografa legata a doppio filo al mondo del vino – farà parte della collana De Agostini Collectibles. Oltre ad illustrare le origini e la storia della viticultura roerina e del Consorzio stesso, racconta con testi e immagini i grandi vini del territorio e tutto ciò che vi ruota intorno: i vitigni da cui hanno origine – Arneis e Nebbiolo – il magnifico paesaggio patrimonio UNESCO che il fiume Tanaro separa dalle Langhe, le sue Rocche e riserve naturali, le oasi e i suggestivi santuari e gli splendidi borghi di Bra, Monticello d’Alba, Guarene, Magliano Alfieri e Govone. Non mancano approfondimenti sulla ricca biodiversità che contraddistingue il Roero, habitat ideale per il famoso tartufo bianco e per la produzione delle altre eccellenze gastronomiche del territorio. Il volume è arricchito da dettagli sui vini, ricette e consigli di abbinamento e degustazione.

Trovate tutte le informazioni dettagliate, l’elenco aggiornato dei produttori partecipanti alla manifestazione, la prevendita dei biglietti e le indicazioni per gli accrediti sulla pagina ufficiale  ⇒  https://www.consorziodelroero.it/roero-days-2024/

 

IL ROERO DOCG

Quello da cui nasce il Roero è un territorio unico, immerso in una bellezza naturale straordinaria e con una vocazione vinicola eccellente. Qui, sia i vini bianchi che i rossi raggiungono una qualità molto elevata, risultato della dedizione dell’uomo che cura e lavora questo angolo di Piemonte con sapienza. Nascono così vini bianchi e vini rossi che si distinguono per raffinatezza, versatilità e bevibilità.

Secondo quanto stabilito dal disciplinare, la Docg Roero è riservata al Roero Bianco prodotto da uve Arneis e al Roero Rosso da uve Nebbiolo e si declina in 5 diverse Docg:

Il Roero Bianco e l’Arneis

L’Arneis è coltivato nel Roero praticamente da sempre, con documentazione che risale al XV secolo. Apprezzato per la sua qualità fin dal XVIII secolo, era tradizionalmente vinificato dolce o come vermouth. Dopo un periodo di declino in cui è stato coltivato principalmente come uva da tavola, vista la sua dolcezza e la maturazione precoce, negli anni ’70 del Novecento è stato rivalutato come grande bianco e, visto il successo sempre crescente, negli ultimi decenni sono via via aumentati gli ettari a lui dedicati.

Il ciclo vegetativo dell’Arneis ha un germogliamento medio-precoce, va quindi piantato in zone per quanto possibile non soggette a gelate primaverili. La fioritura avviene solitamente nella prima decade di giugno, e arriva a maturazione nella seconda metà di settembre.

 

  • La denominazione ROERO BIANCO DOCG è riservata al vino bianco ottenuto da uve Arneis per un minimo del 95%; possono essere utilizzate le uve provenienti da vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione in Piemonte fino a un massimo del 5%, anche se il Roero Bianco Docg è solitamente prodotto da Arneis in purezza. I suoli sabbiosi di origine marina trasmettono ricche note aromatiche e concorrono a conferire grande bevibilità a questo vino sempre più apprezzato nel mondo.
  • La denominazione ROERO BIANCO DOCG RISERVA: è prevista per il Roero Bianco e può essere attribuita dopo almeno 16 mesi di affinamento.
  • Il Roero bianco può essere inoltre spumantizzato dando vita alla denominazione ROERO BIANCO DOCG SPUMANTE.

 

📽️  Nell’intervista a Federico Almondo, produttore di Montà d’Alba, ricostruiamo la storia e le origini di questo vitigno, ma soprattutto ne tracciamo le più importanti peculiarità e le principali accortezze che richiede nella sua produzione in vigna ⇒  Roero Bianco

📽️  Nel video insieme ad Angelo Negro, produttore storico di queste terre, scopriamo cosa rende il vitigno Arneis ideale per la spumantizzazione e quali sono i sentori e le caratteristiche più tipiche che ci si può aspettare nel calice  ⇒ Roero Bianco Spumante 

 

Il Roero Rosso e il Nebbiolo

 

Il Nebbiolo, principe dei vitigni autoctoni del Piemonte, è il vitigno italiano più amato al mondo. Le prime tracce scritte del Nebbiolo risalgono alla fine del XIII secolo, e viene citato per la prima volta con riferimento al Roero all’inizio del XIV secolo. Alcuni registri risalenti al ‘700 testimoniano come nelle cantine della zona se ne trovassero diverse tipologie, dal secco al dolce, dal “vecchio” all’amabile. Nel corso dei secoli, è diventato sempre più apprezzato, mantenendo una forte presenza nei vigneti del Roero nonostante l’arrivo della fillossera.

La sua fase vegetativa è lunga: tra le prime uve a germogliare e le ultime a essere vendemmiate, spesso nella seconda metà di ottobre, ed è quindi soggetta alle gelate primaverili e alle piogge autunnali; soffre inoltre le posizioni ventose. Il Nebbiolo dunque è un vitigno particolarmente sensibile alle condizioni geografiche e viene coltivato quasi esclusivamente in vigneti collinari con esposizioni ottimali. Da qui l’importanza del lavoro di zonazione realizzato dal Consorzio.

 

  • La denominazione ROERO ROSSO DOCG è riservata ai vini rossi ottenuti per un minimo del 95% da uve Nebbiolo provenienti sponda sinistra del fiume Tanaro. Possono concorrere alla composizione del Roero Rosso anche le uve provenienti da vitigni a bacca rossa non aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte, fino a un massimo del 5%, sebbene la quasi totalità delle aziende produca Roero Docg con Nebbiolo in purezza. I terreni sabbiosi conferiscono al Roero Rosso Docg fragranza, finezza ed eleganza, con una tannicità contenuta: il tratto distintivo è la grande classe dalla struttura mai invadente, che mantiene comunque intatte tutte le caratteristiche che lo rendono adatto a un invecchiamento di parecchi anni.
  • La denominazione ROERO ROSSO DOCG RISERVA: Il Roero Rosso Docg prevede la tipologia Riserva attribuibile dopo 32 mesi di affinamento.

 

📽️  Siamo andati alla scoperta del Roero Rosso grazie al racconto dei produttore e agronomo Federico Almondo, che ci ha spiegato come il Nebbiolo si è insediato nella zona del Roero e quali caratteristiche lo contraddistinguono nella splendida espressione che da vita ai Roero Docg Rosso d’annata e Riserva  ⇒  Il Roero Rosso

 

Menzioni geografiche aggiuntive (MgA): i confini della Docg

Il nuovo disciplinare, in vigore dal 2017 e frutto di un attento lavoro durato 8 anni, comprende 134 MGA – Menzioni geografiche aggiuntive – che identificano in etichetta le vigne più vocate del territorio e valorizzano i vini prodotti da uve provenienti da queste aree, elevandoli a veri e propri cru. La mappa completa delle MgA è disponibile sul sito del Consorzio  https://www.consorziodelroero.it/cartina-generale/

 

IL TERRITORIO DEL ROERO

Il Roero, situato nel sud del Piemonte, è un territorio di rara bellezza, nel cuore delle colline del vino, tra Langhe e Monferrato. Questa regione, che si estende sulla riva sinistra del fiume Tanaro, e più precisamente nella parte nord di Alba nella provincia di Cuneo,  è caratterizzata da un clima particolarmente siccitoso e da suoli marnoso-arenari, che hanno contribuito a formare un paesaggio unico, con colline morbide e varietà di paesaggi. La storia geologica del Roero, che risale a quando era parte del mare interno del Golfo Padano, ha lasciato un’eredità di terreni ricchi di minerali, ideali per la coltivazione della vite, che beneficia delle migliori esposizioni e delle pendenze dei versanti per una perfetta insolazione. In questa zona le viti crescono in condizioni di affaticamento e sono costrette a contenere la produzione, regalando in compenso sia rossi che bianchi eleganti, longevi e di grande qualità.

Nei primi 10 anni dalla nascita del Consorzio di Tutela è cresciuta notevolmente la notorietà del Roero per la potenzialità dei suoi vini nonchè per la ricchezza del territorio e la sua biodiversità, simboleggiata dalla coccinella nel logo del territorio. La città di Canale, in particolare, è il cuore vitivinicolo della regione, con il Consorzio Tutela Roero e l’Enoteca Regionale del Roero che ne sono il fulcro.

Il territorio del Roero è divenuto una meta molto amata dai turisti, non solo per i  grandi vini che vi nascono, ma perché ricca di paesaggi e curiosità da scoprire:  una ventina di borghi antichi, castelli, colline, pianori e boschi, un paesaggio talmente intriso di bellezza, natura e storia da essere inserito nella lista dei siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità da parte di UNESCO

Il territorio roerino può inoltre fregiarsi di straordinarie eccellenze gastronomiche. La tradizione gastronomica roerina ha i suoi cardini nei primi piatti a base di pasta fresca e nelle meravigliose prelibatezze del bosco, ovvero i funghi e il famoso tartufo bianco e nella carne bovina, in particolare di razza fassona. Fra i piatti che si incontrano sempre sulle tavole di questa regione – e che si abbinano alla perfezione con il Roero Bianco e il Roero Rosso – vi sono il vitello tonnato, l’insalata russa, il tonno di coniglio, il fritto misto alla piemontese, le acciughe al bagnet rosso o verde e la carne cruda battuta al coltello fra gli antipasti. Come primi piatti: gli agnolotti e i tajarin, con burro e salvia, oppure con il tartufo o con il ragù di salsiccia di Bra, mentre tra i secondi sono immancabili il coniglio all’Arneis e il brasato al Roero. E per concludere dolcemente panna cotta, bunet, mostarda d’uva. La gastronomia del Roero si caratterizza anche per una forte presenza di prodotti ortofrutticoli locali, come la pesca di Canale, la pera Madernassa e la fragola di Sommariva Perno

 

📽️  Scoprite molto di più sul Roero nel mio viaggio fatto in compagnia presidente uscente del Consorzio  Francesco Monchiero: Trovate l’intervista al link  Il Roero

📽️  Ma cosa ne pensano gli esperti? Lo scopriamo nell’intervista a Gianni Fabrizio che ci racconta il suo punto di vista sul Roero  ⇒  Il Roero raccontato da Gianni Fabrizio

📽️  Cosa pensano del Roero all’estero? Ce lo il noto giornalista austriaco Christian Eder in un’intervista realizzata in occasione dei Roero Days 2022 nella prestigiosa Reggia di Venaria  ⇒  Il Roero all’estero

 

CONSORZIO DI TUTELA ROERO

Riconosciuto nel 2014 il Consorzio di Tutela Roero ha l’obiettivo di proteggere, valorizzare e promuovere i due vini in cui si articola la DOCG conseguita nel 2004: il Roero Bianco e il Roero Rosso.

Attualmente il Consorzio rappresenta 258 soci. La superficie totale è di oltre 1.300 ettari, di cui 965 sono vitati ad Arneis per il Roero Bianco e 335 sono vitati a Nebbiolo per il Roero Rosso. La produzione annua è di circa 7,5 milioni di bottiglie, 90% di Roero Bianco Docg, 10% di Roero Rosso Docg. Di queste oltre il 60% varca i confini italiani per essere diffuso e apprezzato in tutto il mondo.

Il Consorzio Tutela Roero è oggi presieduto da Massimo Damonte, eletto a luglio 2023, dopo tre mandati di Francesco Monchiero. Damonte fa parte del CdA del Consorzio fin dalla fondazione ed è stato vicepresidente dal 2020.

Il logo del Consorzio ben sintetizza i valori che questa associazione di produttori e viticoltori si impegna a salvaguardare e promuovere: la coccinella simboleggia la fortunata biodiversità delle colline del Roero, dove ai vigneti si alternano boschi, frutteti e orti, mentre le tre ruote stilizzate sul guscio rosso sono un rimando alla ricca e secolare storia del luogo che prende il nome dalla nobile famiglia dei Roero che possedeva anticamente queste terre.

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