TIGNANELLO – Marchesi Antinori (Toscana)

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Tignanello è uno di quei vini rossi Italiani che tutti vorrebbero assaggiare.

Ha senza dubbio contribuito a rendere grande la fama del vino Italiano nel Mondo, oltre a cambiare anche le regole del gioco, essendo il primo Sangiovese ad essere affinato in barrique ed assemblato con varietà non tradizionali per il territorio Toscano, quali il Cabernet. Villa Antinori si distingue infatti innanzitutto per la sua spiccata intuizione e per le importanti sperimentazioni che ha portato avanti nel mondo della Viticoltura.

Ha sfidato anche le leggi del marketing, scegliendo un nome azzardato, che non si addice ad un grande vino – finisce con un diminutivo – e di difficile pronuncia per gli stranieri, come ammette lo stesso Piero Antinori nel suo prologo della pubblicazione realizzata in occasione dei 40 anni del Tignanello. Ma, in accordo con gli altri padri del Tignanello, il grande Luigi Veronelli – che non ha bisogno di presentazioni – ed il geniale Giacomo Tachis – l’allora enologo – hanno prediletto il suo legame con la terra, come espressione del suo vigneto, del suo Terroir, un concetto che ad oggi ci sembra del tutto normale, ma che all’epoca non era affatto scontato.

Concetto che continuano fortemente a mandare avanti anche ora che a guidare la parte enologica è diventato Renzo Cotarella, oggi anche Amministratore delegato dell’Antinori, che sostiene più che mai quanto un grande vino debba essere espressione più pura dell’uva e del suo Territorio, anzi del suo Terroir, parola francese che racchiude il suo habitat in senso lato: geologico, climatico, orografico, ma anche paesaggistico, storico, culturale. Sentimentale.”

Dopo varie sperimentazioni, nasce veramente come Vino da Tavola nel 1971 con la prima annata prodotta interamente nell’Omonimo Vigneto aziendale di 47 ettari. Un vigneto assolutamente particolare, grazie al terreno e alla posizione alta dei Vigneti, che oltre a dargli le caratteristiche ideali per produrre carattere ed eleganza, rendono la località uno dei punti più elevati e pittoreschi di tutto il territorio del comune.

Inizialmente veniva prodotto con 20% di Canaiolo e il 5% di Trebbiano e Malvasia, ma dal 1982 la composizione è diventata una selezione di Sangiovese all’85%, un 10% Cabernet Sauvignon e 5% Cabernet Franc, che affinano in barriques per 12 mesi circa, e riposano in bottiglia per un ulteriore anno.

Viene prodotto solo nelle Grandi Annate, e ognuna riflette meravigliosamente l’andamento climatico con costanza delle caratteristiche principali e racchiude in se i meravigliosi sentori del Territorio Chiantigiano, che spaziano dalla Viola alla Mammola, dalla Ciliegia alla prugna, dalla liquirizia al Cacao, dalla Vaniglia ai Chiodi di Ganofano.

Il 2004 ha una bellissima profondità al naso ed al palato, con note più speziate e marmellatose di frutti di bosco, neri, selvaggi, come il mirtillo e la visciola. E’ lungo e persistente, intenso con un tannino perfettamente integrato, ma vincono su tutto l’estrema avvolgenza e l’eleganza.

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Ma a DoctorWine hanno festeggiato, domenica 18 Ottobre al Parco dei Principi, i 40 anni di Successo ottenuti dal Tignanello, con una bellissima verticale guidata da Daniele Cernilli e Renzo Cotarella, che ha visto sfilare le seguenti annate in degustazione: 2012, 2010, 2007, 2005, 2001, 1998.

Per saperne di più:

www.doctorwine.it


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Vino e Altro
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