Luca Maroni presenta la XXVII Edizione dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani

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Luca Maroni presenta la XXVII Edizione dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani all’Elizabeth Unique Hotel Rome e racconta il vino del 2020

Dopo il successo delle passate edizioni, Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale, ha annunciato alla stampa, nel corso di una serata esclusiva negli incantevoli spazi dell’Elizabeth Unique Hotel Rome, le migliori etichette da lui degustate nel corso di questi 12 mesi, racchiuse nell’Annuario dei Migliori Vini Italiani 2020.
Mercoledì 11 dicembre, infatti, in attesa dell’evento capitolino in programma dal 13 al 16 febbraio 2020, Luca Maroni ha coinvolto i presenti in un’affascinante analisi sensoriale e ha raccontato in anteprima le realtà d’eccellenza del patrimonio vitivinicolo italiano, dai vini ai produttori dediti al loro lavoro che, ogni  giorno, con pazienza e amore si adoperano per realizzare al meglio i propri prodotti, “con una gioia nell’anima e una tensione alla qualità che pare non aver mai fine”.

Luca Maroni - I Migliori Vini Italiani
I Migliori Vini Italiani 2020
I vini degustati nell’annuario 2020 sono per la maggior parte del 2017 e del 2018 e hanno dimostrato una qualità eccezionale, ricca nel frutto, nei profumi, nella concentrazione. Infatti, Luca Maroni ha incoronato i rossi del 2017 come i migliori che siano stati prodotti dal 1985 a oggi. “In questi anni – spiega Maroni – il vino si sta evolvendo grazie alla produzione di uve sempre più sostanziose e sempre meglio trasformate enologicamente dai produttori, con un maggior valore intrinseco qualitativo. In più, l’impatto sensoriale si fa ancor più netto rispetto al passato. La parola d’ordine è: profumo, profumo, profumo! Si berrà sempre più con il naso perché a fare la
differenza sono già gli aromi e i sentori che assumono una consistenza quasi palpabile. In più la vendemmia di quest’anno ha espresso una grande qualità delle uve anche se non ha abbondato in quantità. Ho seguito con costanza tanti produttori e sono stato felice di vedere che molti hanno compiuto grandi investimenti e studi per produrre vini sempre migliori. Mi sono trovato a far loro i complimenti per il grande lavoro svolto: hanno dato vita a prodotti di grande valore che ho avuto il piacere di commentare e valutare.
Ma la cosa più bella è stata il loro entusiasmo che cresce ogni anno di più.”
Appuntamento quindi, dal 13 al 16 febbraio 2020 con l’evento nazionale “i Migliori Vini Italiani” in cui si potranno degustare i vini premiati nel favoloso spazio del Salone delle Fontane all’Eur!

EH ROME - Bar&Bistrot light
Elizabeth Unique Hotel – Donna E. Bistrot
Cornice della presentazione è stato l’Elizabeth Unique Hotel presso il suo bistrot Donna E. e il Bar Bacharach. L’hotel nasce tra le preziose mura di Palazzo Pulieri Ginetti, nel cuore della capitale, a pochi passi da Piazza di Spagna. Qui l’atmosfera cosmopolita e mai convenzionale sembra evocare le memorie dei primi esploratori moderni, figli dell’aristocrazia europea, che durante i grand tour “scendevano” a Roma ed erano affascinati da secoli di storia, arte, cultura. Così, il Bar Bacharach e il Donna E Bistrot evocano la natura accogliente e raffinata dei luoghi pensati per essere condivisi in nome di una convivialità, espressione di un lusso informale. Il nome del bar è un tributo a Burt Bacharach, il compositore e pianista, celebre per aver interpretato l’atmosfera vivace e magica dell’America della seconda metà del Novecento mentre il Donna E. Bistrot è ispirato all’ospitalità declinata al femminile, quella inconfondibile e tipica delle famiglie del sud Italia. Dal mattino s’indugia tra dolcezze (brioches, muffins, tartes) appena sfornate, note speziate di tè e infusi sapientemente equilibrati, sapori limpidi e rigeneranti della frutta di stagione, si prosegue con un lunch leggero e gustoso, un aperitivo tra ottimi vini (scelti da Luca Maroni appositamente) e cocktail, una cena rilassante e informale che ricorda la grazia e la discrezione delle inglesi mixata con la sapienza e la bellezza della cucina italiana.

Luca Maroni B&W
Il Metodo di Luca Maroni
La qualità del vino è la piacevolezza del suo sapore, effetto della sua composizione analitica assolutamente virtuosa. Tre i parametri che determinano detta qualità: la consistenza, l’equilibrio, l’integrità del gusto aroma del vino. La consistenza è il volume espressivo del vino, determinato dalla sua ricchezza in estratto secco; l’aspetto quantitativo della qualità, la persistenza e la longevità potenziale del vino. L’equilibrio è l’armonia fra i componenti, l’opportuno dosaggio fra le sostanze compositive tale che il gusto del vino risulti all’assaggio tanto morbido quanto acido+amaro. L’integrità è l’assenza nel gusto-aroma del vino di difetti di trasformazione enologica (sulfureo, acetoso, lattoso, svanito, legnoso) e di ossidazione. La qualità, la purezza, la fragranza dei componenti del vino esprimono la caratura tecnica e la longevità potenziale del vino. Tanto più consistente, equilibrato e integro il gusto del vino in esame, tanta più piacevole il suo gusto-aroma, tanto più alta la sua qualità organolettica e compositiva. La valutazione dell’Indice di Piacevolezza (IP) di qualsiasi vino si ottiene allora assegnando un punteggio da 1 a 33 ad ognuno dei 3 parametri determinanti la qualità: consistenza, equilibrio, integrità: per questo il massimo è 99.
Applicando tale metodo, facile da apprendere, diretto ed immediato eppure di rigorosa impostazione scientifica, ogni individuo è in grado di decodificare le sensazioni olfattive e gustative suscitate da un vino valutando la qualità della sua analitica essenza. Infatti secondo Luca Maroni “Se un vino non genera piacevolezza all’assaggio, la colpa non è di chi lo assaggia perché non sa degustare, la colpa è del vino
giacché qualitativamente, analiticamente carente. Qualsiasi individuo infatti, valutando la piacevolezza del sapore di qualsiasi bevanda o alimento, di esso valuta la sua qualità analitica pura.”
Volendo esprimerlo con una proporzione eccola qui:
QUALITÀ ANALITICA ALTA: SAPORE PIACEVOLE = QUALITÀ ANALITICA BASSA: VINO SPIACEVOLE.
(la qualità analitica alta sta al sapore piacevole come la qualità analitica bassa sta a un vino spiacevole).

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Chi è Luca Maroni
Luca Maroni è un romano che ama le sue origini i cui toni vibranti si affacciano, nel momento scherzoso, nel suo coltissimo eloquio. È un ex astemio, divenuto per “pura volontà” (come lui stesso ama raccontare) degustatore di oltre 300.000 vini, per i quali si impose, quasi 3 decenni fa, di trovare un metodo oggettivo per comprendere il vino, i suoi profumi, la sua integrità, il suo equilibrio. Entrare in contatto razionale con la sua piacevolezza, arrivando a distinguere l’anima del frutto che lo ha prodotto, è il punto d’arrivo di un’analisi che può sembrare complessa e che invece è semplice e rigorosa. Il modo di raccontare la sua avventura, ancora in essere oggi, è pieno di passione e sensualità: il vino è vivente e ascoltarlo mentre ne parla è come arrampicarsi su colline sinuose, apprezzando la mineralità della terra, il profumo dell’erba tagliata, il succo di un’albicocca. È colui che, come Martin Lutero, ha eliminato l’officiante del rito: il rapporto tra l’uomo e il suo vino è diretto, senza intermediari. Perché questo fosse possibile, ha realizzato una ricerca pluriennale sulla relazione esistente tra la composizione chimico-fisica del vino e il suo comportamento sensoriale. Così è riuscito a determinare in una formula la struttura chimica della piacevolezza del vino che ne permette quindi la riproducibilità tecnica, come da anni per il resto dell’alimentare.
Ma non finisce qui. Luca Maroni è anche autore della voce “degustazione del vino” dell’Enciclopedia Treccani, è firma di produzioni radio, web e tv sul vino da Sky a La7, e, da ventiquattro anni, dell’Annuario dei Migliori Vini Italiani. Protagonista del re-impianto della vigna milanese di Leonardo da Vinci, ha anche ri-composto l’intero vocabolario del genio fiorentino. Sue le scoperte più innovative in tema di tensorialità, tra scienza e gusto, tema che tutt’ora domina la sua continua ricerca: ha infatti realizzato infatti la Ruota Sensoriale Sinestetica, che rappresenta un’orchestra di assonanze e corrispondenze tutte scientifiche, mai concepita prima. Tramite essa si possono esplorare le sensazioni, descrivendole in tutta la loro ricchezza: infatti la sinestesia è il fenomeno sensoriale-intellettivo consistente in una sensazione auditiva, e/o visiva, e/o olfattiva in concomitanza di una stimolazione-percezione di natura sensoriale diversa, ad esempio
gustativa e/o tattile. Inoltre è l’ideatore e lo sviluppatore del primo museo ampelografico italiano VITIGNO ITALIA, presso l’Orto Botanico di Roma, in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma che ha realizzato con lui questo progetto così importante per la conservazione, lo sviluppo e la diffusione della conoscenza della cultura vitivinicola italiana che raccoglie ben 154 vitigni autoctoni che ormai è ad un anno dalla sua nascita.

Luca e Francesca Maroni
Chi è Francesca Romana Maroni – Direttore Generale del Gruppo Luca Maroni
Gli esiti delle degustazioni di Luca Maroni – pubblicati sull’Annuario – divengono riconoscimento e grande festa condivisa in occasione degli eventi con lo stesso brand che parlano e respirano vino, cultura, arte e musica, la cui organizzazione è opera di sua sorella Francesca Romana Maroni, autrice di format culturali anche all’estero, nel nome dell’eccellenza, dell’accoglienza e del convivio.
Forza propulsiva entusiasta e inesauribile dell’azienda, laureata in Metodologia della Critica dello Spettacolo, firma da oltre 30 anni progetti di creazione e di comunicazione: dalla moda con Gucci alla farmaceutica, passando per la finanza, la grafica, il turismo ed il mondo delle assicurazioni, ha sviluppato uno stile organizzativo del tutto personale, frutto di esperienza e di quel mix straordinariamente italiano fatto di tradizione, sperimentazione e contaminazioni.
La comunicazione l’ha studiata e fatta propria operando per anni anche in ambito televisivo: si è così impadronita dei meccanismi della divulgazione e dell’intrattenimento, assimilati grazie a traduzioni e adattamenti di centinaia di documentari e fiction televisive. Eppure, il suo karma più profondo e la mente naturalmente votata all’ analisi l’hanno sempre richiamata all’ ambito organizzativo e al suo talento innato di creare ordine e connessioni fra elementi disparati, così da realizzare al meglio gli obiettivi prefissati. Per la filosofia operativa e la visione strategica di Francesca non esiste distinzione fra “chi si è, cosa si fa e come: noi tutti siamo quello che facciamo”. Per questo i suoi eventi sono la traduzione fisica dell’universo culturale e di gusto che condivide con il fratello ed in essi si depositano memorie, suggestioni e aspirazioni di un modo di ricevere caldo, avvolgente, sensibile. L’obiettivo è trasmettere agli ospiti la sensazione di essere accolti in un mondo dalle mille sfaccettature nel quale la sorpresa origina dalla curiosità, dalla semplicità e dal rispetto con cui si accolgono amici in casa propria e si condividono emozioni e sorprese inattese.


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