Il Palagio di Panzano

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Articolo a cura di Saula Giusto.

Ho recentemente avuto il privilegio di soggiornare nella magnifica master suite dell’agriturismo Il Palagio di Panzano, ospite della titolare Monia Piccini, una bellissima persona oltre che un’imprenditrice e viticoltrice in gamba.

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Monia gestisce con tutta la famiglia questa struttura raffinata e bellissima, sita nella mitica Conca D’Oro, il cuore ed epicentro del Chianti Classico, da sempre meta di appassionati provenienti da tutto il mondo di vino, gastronomia, cultura, incredibili bellezze naturali ed impareggiabile life style.

L’agriturismo si presenta rustico ed elegante al tempo stesso, regala panorami indimenticabili, offre lusso, esperienze culinarie, trattamenti, confort ed eleganza da Relais di alto livello, ma con il vantaggio di farti sentire accolta con calore, come a casa di amici. Tutti motivi che spingono gli ospiti a tornare spesso e che ne ha decretato il grande successo anche tra la clientela internazionale.

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Il Palagio è anche un’azienda che produce un olio evo e prodotti gastronomici di alta qualità ma, soprattutto, ottimi vini che ho potuto assaggiare con grande aspettativa e curiosità e grazie a Monia sono stata soddisfatta riguardo entrambe!

Come nasce il Palagio? Monia e suo marito Franco Guarducci nascono e crescono tra i vigneti di Panzano e della Conca D’oro del Chianti Classico, così come ivi sono nate e stanno crescendo le loro due bambine. Entrambi possiedono dunque radici che affondano profondamente in questa terra, benedetta da mille doni, e respirano viticoltura da quando sono nati, condizioni trasmesse alla loro prole.

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I nonni di entrambi infatti, Dario e Dino, lavoravano la terra, l’olio e l’uva prima di loro ed il padre di Monia, Fabrizio Piccini, prima di lei ha condotto l’attività vitivinicola de Il Palagio, che la figlia ha ereditato ed indirizzato sapientemente verso un futuro più attuale ed al passo con i tempi (creando anche la struttura ricettiva).

Una delle tante novità introdotte da Monia e da Franco nell’azienda agricola è stato l’indirizzo verso una produzione sostenibile e biologica, al fine anche di valorizzare e rispettare le caratteristiche uniche del loro territorio, in linea con l’Unione Viticoltori di Panzano di cui sono membri.

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In azienda, lo stile e la filosofia produttive si riflettono nella cura quasi maniacale della vigna, quasi fosse una sorta di nursery, per la famiglia, in cui alloggiano i propri altri figli, secondi solo per importanza alle proprie in carne ed ossa! La stessa cura permane per tutte le fasi della produzione, dalla potatura all’imbottigliamento.

I terreni vitati sono circa 7,5 ettari in totale, godono di una posizione privilegiata nel già direi “ultra-vocato” territorio della Conca d’Oro (al centro della stessa, sul versante sud e sud-ovest, ad una perfetta altitudine tra i 400 ed i 500 mt), di un perfetto microclima umido e ventilato e di un impareggiabile terreno roccioso e ricco di galestro.

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La scelta dei vitigni coltivati è, mi si consenta il gioco di parole, “classica” come il Chianti che di quel territorio è emblema: sono presenti differenti cloni di Sangiovese, il vitigno indiscusso principe della regione e la loro vigna “cru” è quella chiamata “delle Bambole” dalla quale viene prodotto il vino vessillo aziendale: la Gran Selezione Le Bambole, nome derivato dal grande amore che Monia e suo marito provano per le loro bimbe.

Ecco tutti i miei personali assaggi di questa bella esperienza gustativa che mi ha regalato Monia ed il suo Palagio.

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Aldemara Rosato 2018

Non prodotto da salasso, ma da vinificazione in bianco di uve sangiovese 100%.

Colore pelle di cipolla, rosa antico, trasparente e luminoso. Naso intenso e fine, di buona complessità, prima di tutto virato verso note floreali e vegetali, in cui si percepiscono roselline rosa, erbe aromatiche mediterranee, un leggero fieno appena tagliato, seguiti da ciliegia acerba, corbezzolo ed una gradevole scorza d’agrume finale. Al palato ritorna immediato il corbezzolo croccante e la scorza d’agrume, con un impatto che sembra scarno ma che, in realtà, si rivela con una struttura sapida, acida e minerale importante. Il finale è di conseguenza lungo oltre alle aspettative e dal finale estremamente pulito in cui torna, gradevolissimo, l’agrume. Mi ha sorpresa.

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Chianti Classico 2013

Uve: 100% Sangiovese con acino piccolo; fermentazione ottenuta in contenitori di acciaio inox ad una temperatura massima di 28° per 12/18 giorni, con rimontaggi e follature; maturazione per 12/18 mesi in botti di rovere di media grandezza, seguita da affinamento da 12 mesi in bottiglia.

Rosso rubino luminoso, unghia granato. Naso intenso e complesso, con un’ottima fusione di floreale, fruttato e terziari: amarena matura e rosa appassita, immerse in una buona dose di cacao amaro, a cui seguono la grafite, il tabacco dolce, una liquirizia dolce elegante, un leggero tamarindo ed un finale balsamico. Al palato si presenta equilibrato: fresco, vellutato grazie ad un tannino molto serico, saporito, dalla componente alcolica contenuta, fusa e di ottima rispondenza in un finale lungo, pulito, in cui torna il tamarindo e la liquirizia. Importante, pronto, ma anche versatile ed elegante, tra tradizione e contemporaneità.

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Chianti Classico Riserva 2014

Uve: 100% Sangiovese con acino piccolo; fermentazione ottenuta in contenitori di acciaio inox ad una temperatura massima di 28° per 21 giorni; maturazione per due anni in botti di rovere da 1000 Lt., seguita da affinamento di minimo 6 mesi in bottiglia.

Rosso rubino più cupo e consistente, unghia granato. Impatto olfattivo più intenso, profondo e fruttato con una decisa ciliegia molto matura ma integra, a cui segue un’elegante acqua di colonia alla rosa, l’amarena sotto spirito, il cioccolato fondente, la radice di liquirizia ed una netta scorza d’arancia e chiodo di garofano, su un finale consueto balsamico. Al palato è più deciso e potente, dalla grande struttura e piena componente glicerica, sempre molto vellutato, più caldo, ma comunque fresco e leggermente meno sapido. Decisamente lungo e rispondente, lascia una bocca buonissima. Un vino più importante, potente, più impegnativo anche negli abbinamenti e longevo.

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Chianti Classico Gran Selezione Le Bambole 2013

Uve: 100% Sangiovese con acino piccolo; fermentazione ottenuta in contenitori di acciaio inox ad una temperatura massima di 28°, 21 giorni di macerazione; maturazione per 12 mesi in botti di rovere francese da 500 Lt., il restante in botti di rovere da 1000 Lt., seguito da 2 anni in bottiglia.

Rosso rubino molto luminoso e consistente, unghia granato. Il naso è ampio, estremamente fine, d’impatto verticale tutto floreale, dove predomina un’intensa rosa rossa ancora fresca e vitale, seguita da una leggera violetta; prosegue regalando una netta ciliegia e marasca sotto spirito, corbezzolo maturo ed un soffuso smalto delicato; poi arriva il tabacco, il cacao amaro ed una nota d’incenso lieve ma netta, su un finale di mina di matita ed immancabile balsamico. Sorprende in bocca per l’estrema giovinezza: molto fresco, floreale ed ancora croccante, con un bel frutto rispondente ed ancora integro. Estremamente fine e “succoso”, sapido, caldo, chiude lunghissimo ed estremamente fine. Un vino di gran classe, riuscito, che punta tutto sull’eleganza. Ottimo!

 Il Palagio di Panzano merita decisamente un soggiorno anche per conoscere i suoi bei vini.

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Monia Piccini e Chiara Giannotti

Monia Piccini e Chiara Giannotti

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