Fontezoppa e il Pepato di Fabrini

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Via la capsula e il tappo. Riempiamo i calici e “sorpresa” un inconfondibile aroma di pepe nero macinato di fresco colpisce il nostro naso. Non una vaga sensazione. Non una nota che può essere confusa con quella di mille altre spezie. Sembra davvero che nella stanza qualcuno abbia appena guarnito un piatto con una abbondante grattugiata di pepe. Del resto il vino di cui stiamo parlando si chiama “Pepato”, un Serrapetrona Doc prodotto con uva Vernaccia nera in purezza da Fabrini, marchio di proprietà dall’Azienda Agroforestale Fontezoppa.

 

E’ talmente evidente questa sensazione di pepe da risultare addirittura scolastica. E’ un calice perfetto per attirare l’attenzione di un cliente poco esperto (assaggia questo vino e dimmi che cosa senti…). Ma anche un vino capace di stupire i clienti più esperti che facilmente cadranno nell’errore di riconoscere in questa speziatura un sentore tipico del Syrah (e invece no, amico mio… Non siamo né in Australia né a Cortona… Hai presente le Marche?). Insomma, il “Pepato” è un vino versatile con cui stupire i clienti e di fare un buon margine grazie anche al prezzo non esattamente da “Premium wines”.

 

Se poi vogliamo davvero “vincere facile” possiamo sorprendere i clienti con una semplice domanda: ma da cosa deriva questo inconfondibile profumo? In pochi sanno, infatti, che la sensazione di pepe è dovuta alla presenza di una particolare molecola nel vino che si chiama Rotundone (https://en.wikipedia.org/wiki/Rotundone). La stessa che dona il suo inconfondibile aroma alla spezia e che si trova – chiaramente – anche nel Syrah. La cosa particolare del “Pepato” è che a differenza di ciò che accade normalmente, la nota di pepe non si percepisce solo in bocca, ma anche al naso. E’ come se il Rotundone, solitamente poco volatile, in questo particolare vino si sprigionasse fin dal primo contatto con l’ossigeno.

 

Spezie a parte, il “Pepato” è un ottimo vino rosso caratterizzato da un piacevole bouquet di profumi. Prevalgono le nostre di frutta rossa matura, con una spiccata freschezza e un tannino morbido e non troppo evidente.

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Qualche consiglio per abbinarlo?

1. Il classico Cacio e Pepe è un abbinamento quasi scontato. L’acidità e il tannino del vino contrastano bene la grassezza e la dolcezza della pasta e del formaggio. Mentre il pepe si rivela un perfetto comune denominatore tra calice e piatto.

2. Filetto al pepe verde. Anche in questo caso la spezia è protagonista sia del piatto che del bicchiere. E il tannino elegante del vino richiama la succosità della carne cotta al sangue.

3.  Il terzo abbinamento che suggeriamo non è altrettanto scontato e potrebbe sorprendere. Pensiamo al classico piatto unico a base di pollo speziato al curry e riso. In questo caso la nota di pepe del vino si integra bene con la spezia del pollo e la dolcezza del riso è ben equilibrata dalla freschezza del vino.

4. E per concludere eccovi uno spunto di pura libidine gastronomica. L’ultimo calice rimasto al termine della degustazione lo abbiamo abbinato a un classico uovo all’occhio di bue. Preparato con un filo di burro e una generosa macinata di pepe fresco. Il tuorlo, lasciato volutamente morbido, richiama il pane della scarpetta. E un calice di “Pepato” ci è sembrato ancora l’abbinamento più indicato.

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E ora non ci resta che chiederci Dove trovarlo??? 

Si può chiedere a Winelivery che in soli 30 min può recapitarlo all’indirizzo che si desidera!!

Leggi di più su Winelivery  e Operazione Pepato


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Vino e Altro
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